La Sacra Bibbia (a fumetti)

Pubblicato: 2 settembre 2008 in Apostasia

Durante la mia infanzia/adolescenza i miei genitori, con ottime e innocenti intenzioni, mi abbonarono a Il Giornalino, una rivista settimanale a fumetti. Il giornale, oltre a contenere parecchi racconti a fumetti (alcuni, per altro, magistralmente disegnati), riportava anche molti articoli e rubriche di attualità.
Ovviamente, come segnala anche Wikipedia, si trattava di "un giornale di impronta fortemente cattolica".
Ogni anno venivano allegati vari libri rilegati a fumetti che apprezzo ancora oggi (ad esempio "Le Avventure di Ulisse", "I Promessi Sposi" e "La Freccia Nera"), con l’intento di avvicinare i giovani alla letteratura.
Parlo al passato poichè, come era prevedibile, una decina di anni fa decisi di non rinnovare l’abbonamento, non essendo più interessato a certe riviste poco adatte per quell’età.
Oggi cercando alcuni manga in sottotetto mi sono capitati sotto mano i primi due volumi de "La Sacra Bibbia – A Fumetti".
Con curiosità e un po’ di arroganza (ora conosco la Bibbia molto meglio di allora, per cui la sfida era troppo invitante) mi sono addentrato nella lettura dei primi due volumi (purtroppo gli unici di cui dispongo): "Le Origini Del Mondo e Dell’Uomo" e "Abramo e i Patriarchi".
 
Espongo in breve la trama.
La narrazione si suddivide in due parti che si alternano:
– la prima ha un’ambientazione attuale, nella quale i protagonisti sono un insegnante e degli studenti che si ritrovano ad un convegno con l’intenzione di analizzare La Sacra Bibbia, libro definito dal professore (che tenta di apparire imparziale affermando: sono nato a Cleveland, ho 71 anni e il mio credo religioso è… no, non ha importanza perchè "La Bibbia è…) il libro di tutti!"; gli studenti sono stati minuziosamente scelti per le loro conoscenze e specializzazioni, senza discriminazioni di sesso, etnia o religone (abbiamo un arabo laureato in fisica, un’italiana laureata in archeologia, un indiano laureato in lingue… e così via);
– la seconda parte in cui appaiono gli avvenimenti narrati nella Bibbia: la creazione, Adamo ed Eva, Caino e Abele, Abramo, Sodoma e Gomorra, ecc.
 
L’intento degli autori è nobile e cito in proposito parte della prefazione all’opera: "[…] è importante scegliere il percorso giusto per giungere a cogliere i messaggi della Bibbia, scoprirne l’eterna sapienza e attualità, sperimentare il sentimento che la pervade dalla prima all’ultima pagina, il sentimento di Dio che ama e parla agli uomini."
 
Già…
Potremmo anche concordare, se solo non si fossero dati la briga di censurare le parti più scottanti (che però non andrebbero più a dimostrare "il sentimenti di Dio che ama e parla agli uomini" ma farebbero sinceramente pensare all’opposto).
E considerato che quest’opera è destinata soprattutto ai giovani che ignorano ciò che sta scritto nella Bibbia, gli autori si meritano un premio per la loro grande ipocrisia.
 
Ora vengo al dunque: nel secondo volume, in seguito all’episodio di Abramo che per poco uccide il figlio Isacco su richiesta di Dio, la scena ritorna ai nostri tempi e una studentessa (l’italiana Chiara, guarda caso) in preda ad una forte crisi abbandona il corso, scandalizzata dal comportamento di Dio che "gioca con i sentimenti di un padre… chiedendogli addirittura di diventare carnefice di suo figlio", abbandona l’aula e l’intero corso.
È abbastanza difficile credere che una ragazza "laureata in archeologia, esperta in storia e mitologia" non conosca l’episodio di Abramo e Isacco… ma se fosse solo questo il problema, basterebbe rimproverare gli sceneggiatori per la surrealtà della trama.
La ragazza ovviamente dopo la crisi vive una dura esperienza ovvero un tentativo di dirottamento aereo ad opera di terroristi (in cui il parallelismo con l’episodio di Abramo è pressochè inesistente), recupera la "fede" e l’interesse per il corso e ritorna con il gruppo.
 
Chissà come avrebbe reagito leggendo l’episodio (riportato anche nel fumetto, nello stesso capitolo) in cui degli emissari di Dio si recano a Sodoma e Gomorra con l’intento si salvare Lot dalla distruzione totale, se gli autori non avessero censurato ciò che lo stesso Lot rispose alla folla inferocita (Genesi 19, 5-8):
    "Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto»."
 
Uomo di grande morale, questo Lot. Lui sì che merita la salvezza. È simpatico notare che gli emissari, nell’udire queste parole, invece di strabuzzare gli occhi, presero le sue difese. Chissà come avrebbe reagito Chiara nel vedere come veniva considerata la donna a quei tempi…
 
E come avrebbe reagito leggendo l’episodio del Levita di Efraim…
 
La cosa che più mi fa imbestialire è il fatto che questo fumetto era destinato a giovani e adolescenti. Per la serie: traviamoli fin da piccoli, che non si sa mai!
 
Ci troviamo proprio di fronte all’abuso educativo di cui parla Jill Mytton

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commenti
  1. Alberto ha detto:

    Se ti ha dato fastidio Il Giornalino, forse non hai visto il primo episodio dele Cronache di Narnia…

  2. Sandro ha detto:

    L’ho visto anni fa ma avevo una visione del mondo un po’ più… "tollerante". C’era qualcosa degno di nota che mi sono perso?

  3. Alberto ha detto:

    "Anni fa"… è uscito due anni fa, non può esser passato tanto XD
    Comunque quel film è pura apologetica cristiana. Praticamente Lewis ha solo preso la Bibbia e cambiato i nomi i personaggi.

  4. Sandro ha detto:

    Mannaggia… solo due anni fa? Beh dai può sembrare tanto tempo, dipende dai punti di vista. Vabbè me lo "procuro" di nuovo, grazie per la segnalazione.

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