L’imbalsamazione di Papa Pio XII

Pubblicato: 19 giugno 2011 in Altro, Satira Religiosa

Immagino che non sia giusto ridere di certe cose, ma ieri sera quando me l’hanno accennato al ristorante e sono andato su wikipedia mobile per leggere i dettagli, non sono riuscito a trattenere grasse risate di pancia. Non so se me ne devo vergognare, ma tant’è:

Pio XII si spense a Castel Gandolfo alle 3:52 del 9 ottobre 1958 a seguito di un’ischemia circolatoria e di collasso polmonare, all’età di 82 anni.
Fu l’archiatra pontificio Riccardo Galeazzi Lisi ad occuparsi dell’imbalsamazione del pontefice, cosa che fece testando un suo metodo sperimentale: l’avvolgimento della salma dentro alcuni strati di cellophane insieme ad una miscela di erbe aromatiche, spezie e prodotti naturali.
Il bizzarro metodo di Galeazzi Lisi si rivelò però un fallimento, mostrando immediatamente tutta la sua inefficacia: il corpo del papa subì infatti la più veloce decomposizione che la medicina legale ricordi.
Il volto divenne in breve tempo grigio e dagli orifizi, specie dalla bocca, la salma iniziò a sversare liquame scuro lungo il viso e le orbite degli occhi. Le guardie nobili, assegnate a veglia del defunto Pontefice, fecero un enorme sforzo per resistere all’odore nauseabondo esalante dal cadavere, alternandosi frequentemente per evitare svenimenti causati dall’eccessiva esposizione ai gas mefitici.
Non solo: il feretro, gonfiatosi all’inverosimile nella zona del ventre a causa dei gas putrefattivi intestinali, durante il trasporto da Castel Gandolfo alle porte di Roma emise un grosso e sinistro scoppio che provocò l’esplosione del torace e lo squarcio del petto.
Fu necessario, una volta giunti al Laterano, procedere con urgenza, sfidando miasmi orribili, a riparare al meglio possibile il corpo devastato del papa, per un degno trasporto all’interno della Basilica di San Pietro. Tuttavia molti presenti all’evento ricordano ancora, lungo la navata della basilica, le zaffate tremende che si riversavano sulla folla al passaggio del cataletto nonché l’aspetto mostruoso del papa: diventato nerastro, gli cadde il setto nasale ed i muscoli facciali, orribilmente ritratti, facevano risaltare la chiostra dei denti in una “risata agghiacciante”.
Per rimediare, venne convocato un gruppo di medici legali esperti nel campo dell’imbalsamazione per eseguire un nuovo trattamento conservativo con ovatta e formalina, volto a rallentare il processo di decadimento organico. Ma nonostante il nuovo intervento la situazione era ormai compromessa, rendendo necessaria la posa, sul volto del papa, di una maschera di cera (cerone miscelato a composti alcalini).
Riccardo Galeazzi Lisi, inoltre, scattò una ventina di scabrose fotografie al papa agonizzante, vendendole poi ad alcuni giornali francesi. A causa di questa speculazione venne licenziato in tronco dal Collegio Cardinalizio e venne radiato dall’Ordine dei Medici per comportamento indegno. Il successore di Pio XII, papa Giovanni XXIII, lo bandì a vita dal Vaticano.
Eugenio Pacelli è sepolto nelle Grotte Vaticane vicino alla tomba di Pietro, che egli contribuì a individuare.

Fonte: Wikipedia

Aggiornamento 12/06/2017
Mi è stato gentilmente segnalato che l’articolo da cui è tratta l’informazione è
http://bizzarrobazar.com/2012/06/06/larchiatra-corrotto/ e che dalla pagina di Wikipedia sono stati rimossi i riferimenti a questo “bizzarro” episodio.
Il suddetto blog, a sua volta, riprende in buona parte la notizia dal sito del Cesnur http://www.cesnur.org/2009/tesi_papi_foto.htm

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commenti
  1. lector ha detto:

    Mamma, che senso; mi vien da vomitare solo a pensarci. Ma non si vergognano proprio, questi necrofili?

  2. Sandro ha detto:

    Venerare un cadavere ha del ridicolo o del disgustoso. Io in questa situazione vedo più il lato ridicolo, onestamente 😀

  3. roberto ha detto:

    Ma fate schifo… comunisti maledetti

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